È uscito da poco tempo nei negozi il nuovo album dei Perturbazione, Del nostro tempo rubato, che si fa amare per intelligenza, ricchezza di idee, ricerca melodica, parole.

Octavio e Corinna, di Buenos Aires, sono i protagonisti del nuovo video di Tre allegri ragazzi morti. In questo clip il piano sequenza della loro interpretazione de La faccia della luna, canzone contenuta in Primitivi del futuro, album pubblicato da La Tempesta Dischi il 5 marzo 2010 (LTD-035).
Da un’idea di Davide Toffolo. Questo non è il video ufficiale, è una versione pensata per il web.
Qualche tempo fa i Lombroso sono venuti a registrare i provini del loro album a Lunghet, al Mushroom Studio, che per me significa casa.
Da cosa nasce cosa e i due mi hanno detto: “Dài su, prendi il basso e suona con noi”. Così è nata questa mini-collaborazione che mi ha poi portato in un secondo momento fino a Milano per registrare Perdo te e, già che c’ero, Inutile domenica malinconica.
Ora il disco è uscito per i tipi della Niegazowana, si chiama Una vita non mi basta ed è molto bello. Cliccando sulla copertina vedrete il primo videoclip estratto dal disco.

L’alieno rosso intervista Tre allegri ragazzi morti, altrimenti noti come “primitivi del futuro”, nel 2010. Con l’aiuto di Maicol & Mirco (che hanno stilizzato i personaggi), Carlo Pastore (che ha scritto e dato voce alle domande) e Michele Bernardi (che ha animato il tutto). Regia di Davide Toffolo.

Oggi è toccata e fuga. Partenza da Milano presto ma non troppo, passando per la stazione a raccattare Davide Toffolo. Destinazione Pordenone dove ci aspettano gli altri Allegri. Man mano che ci avviciniamo al Friuli il cielo s’abbassa e si fa più grigio. L’appuntamento è al Museo di Storia Naturale, lo stesso dove Davide aveva lavorato tanti anni fa come tuttofare e in cui oggi torna in vesti decisamente diverse.
Oggi a Pordenone c’è il mercatino dell’usato. Coppie di una certa età s’aggirano tra le bancarelle con la faccia accigliata. È questa la provincia che compare spesso nelle canzoni dei Tre: annoiata, snob, distante. Il pubblico perfetto a cui cantare una canzone, in fila indiana.
Ultima tappa il fiume Tagliamento. Una secca ai confini del mondo, facile fare finta che sia esplosa una bomba atomica pochi minuti fa. Invece è tutto normale, talmente tanto che persino gli uomini della forestale in lontananza non si sorprendono se tre strani figuri mascherati portano i loro strumenti in mezzo al letto del fiume.