Ragazze e mostri

Di Eltofo, 13 Marzo 2006

Oggi 23 febbraio 2006. milano.
Oggi sono andato a pranzo con Renzo Barbieri, lo scrittore, editore che prima con la Edifumetto e poi con la Squalo Edizioni ha pubblicato alcune delle cose più belle di Magnus. Lo Sconosciuto, riconosciuto capolavoro. E ancora La Compagnia Della Forca, i Briganti, Necron. Vendetta Macuba e ancora le FIABE erotiche, magiche e storiche .
Produttore di successi incredibili dai primi anni settanta alla metà degli anni 80, quando un certo fumetto riempiva i pruriti oggi forse soddisfatti direttamente dalla televisione. Mi racconta di 30 processi al tribunale di Monza dal quale uscì sempre assolto, di 114 disegnatori impegnati nelle sue riviste. Di grandissimi nomi, segni e avventure editoriali. Di successi veri: 100mila, 80mila copie vendute. Di una casa editrice che pubblicava un titolo al giorno. Nei mesi estivi anche due al giorno. A guardare le bellissime copertine degli albi pocket, quel formato italiano facile da nascondere e da portarsi dietro, invenzione italiana. Proveniente dalle esperienze del fumetto nero all’ italiana Diabolik, Kriminal, Satanik, . Un invenzione che ha in Renzo Barbieri una figura chiave.

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Eros e mostruosità, grottesco e deviazione, storia e sesso. Ma Renzo Barbieri, nell’ esperienza della Squalo editore, e ora sono dentro il suo bellissimo ufficio-archivio tapezzato di squali, è riuscito ad ampliare de possibilità di quel formato e di quel genere dando spazio ad iniziative che, del genere appunto mantenevano solo la forma. Così Lo Sconosciuto di Magnus nasce su due vignette, come Jacula o Isabella. Come Alan Ford, anche.
Renzo Barbieri mi accoglie con rispetto e mi lasci parlare di quello che sto cercando. Serve anche a me parlarne. Che cosa sto facendo? Ogni tanto mi pare di essere troppo invasivo. Che cos’è questo nuovo viaggio che sto per intraprendere o che forse ho gia cominciato? Ho cominciato pensando di omaggiare il disegnatore che più di tutti ha segnato la mia infanzia di lettore ma ho trovato altro. Ho trovato la storia del fumetto italiano. Gli amori , le emozioni che hanno spinto alcune persone ad interessarsi al fumetto come editori e come autori. Ho trovato insomma una storia. Ma non una storiella, più o meno avvincente ma la storia proprio. La storia del fumetto italiano.
Graziano Origa che con la sua grazia e la sua competenza mi ha aiutato in questa parte della ricerca. mi ha fissato un incontro con Renzo Barbieri.
Parliamo di fumetti. Si questo accende i nostri occhi. Questo li fa brillare. Brillano i miei, quelli di Renzo e quelli di Graziano.
Amori comuni hanno mosso gli sceneggiatori e i disegnatori dell’ epoca. Gim Toro. Questo è il capostipite del fumetto avventuroso italiano. Si, c’è Tex Killer, poi Willer. Quello che davvero ha resistito a tutto. Ma contemporaneo e formativo per un’ intera generazione di autori ed editori, fu GIM TORO.

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È stato così anche per me. Alcuni fumetti entrano dentro. Ti svelano. A me è successo con Magnus appunto . A Barbieri, a Origa, sicuro GIM TORO.
Tutti nomi bellissimi quelli dei disegnatori che ruotano attorno a Barbieri e alle sue creature editoriali.
Tacconi, Bofolente, Molino, Magnus, Fenzo, Biffignardi, Frollo e le copertine, appese alle pareti non hanno perduto il loro senso di meraviglia.
Parliamo di soldi. Disegnatori pagati benissimo. In una concorrenza di mercato reale. Molti affidabili, altri vezzosi. Successi interrotti per abbandono degli autori. E fra questi, il più incontrollabile, il più geniale ma il più oscuro e imprendibile. Assetato di denaro, vendeva le tavole ancor prima di averle pubblicate. Forse schiavo di vizi non raccontabili ma sicuramente non schiavo degli editori. Così Lo Sconosciuto progettato su 12 numeri si chiude al sesto. Barbieri ha preparato per me alcune fotocopie. Sopra uno scritto di Romanini che ricorda come riuscì a farsi salvare da Magnus sul filo di una consegna inderogabile. E come sia stato quello, nel 1973 il primo incontro fra il maestro bolognese e l’ editore milanese.
Lo stesso editore che , ancora stupefatto dal gesto mi mostra una busta nella quale giace ancora oggi la dodicesima sceneggiatura di Necron. Sulla busta in rosso e bella calligrafia queste parole. Bellissima storia, punto rifiuto con dispiacere, punto.
Qualcosa che non sta dentro a nessuna possibilità di comprensione. Per un editore che pubblica un fumetto al giorno.
E così proviamo a parlare di Magnus uomo. Ma poco viene fuori. Si faceva vedere quando aveva bisogno di danaro. Anticipi, disegni o schizzi da vendere. Era un carattere difficile. Lunatico. Non era sempre lo stesso. Cambiava umore. Certo il suo rapporto con le droghe. E il suo lato mistico? Chiedo. Gli è piaciuto anche Gandi, per un po. Però lui era un Cheguevara. Che penso possa voler dire che era due cose. Un comunista. Forse maoista addirittura. Ma anche un rivoluzionario. Uno che stava più volentieri nella selva. A combattere e che dopo ogni battaglia un’ altra ne trovava. Si un cheguevara. Non mi si è aperto, mai. Ma era un artista. Genio e sregolatezza. E sapeva vendersi bene. Ti incantava con le parole. Ti faceva desiderare quello che avrebbe fatto molto prima di averlo da pubblicare. Mai visto un originale. Vendeva tutto prima di pubblicare. Aveva un effettivo bisogno di soldi.
Barbieri ancora mi racconta:
Non bisogna essere degli intellettuali per fare gli editori. Bisogna sapere capire la realtà. Gli insegnamenti più grandi li ho avuti da Angelo Rizzoli. Prendeva il taxi e andava in giro per le edicole a vedere il posizionamento delle sue pubblicazioni e quando non gli piacevano le spostava lui, di persona. Parlava con gli edicolanti. Insomma stava sulla strada. Da li capiva quello che doveva fare. E io così ho fatto l’ editore. E così i fumetti della Squalo edizioni erano figli di questa strana vita. Di prodotti in mezzo all’ attualità, alla politica e al sesso come è lo spazio delle edicole. E da questo incontro per quanto sfuggente, come l’ editore stesso afferma che Magnus ha trovato la materia per uno dei suoi capolavori. LO SCONOSCIUTO. Mi racconta sempre Renzo che quel personaggio sarebbe potuto continuare in eterno se solo Magnus lo avesse voluto. Invece la vicenda è andata più o meno così. Con cinque numeri pronti Magnus insiste per andare in stampa. Barbieri ne voleva almeno 12 e Magnus lo rassicura ma la storia vera sta lì, nei numeri stampati. Dopo quel quinto ce ne sarà solo un altro. Poi Magnus diventa di nuovo di nebbia, non si fa trovare, sparisce. E LO SCONOSCIUTO con cinque pallottole in pancia resta li, fra la vita e la morte fino a quando un altro editore Luigi Bernardi non lo richiama ad alta voce…ma questa è un’altra storia.
E se LO SCONOSCIUTO è il risultato dell’ humus, del mondo nel quale vive, l’ edicola appunto, Necron è l’ omaggio di Magnus all’ invenzione letteraria di Barbieri. Mostri e ragazze, forse meglio dire fighe e mostruosità.

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Mostruosità fisiche e aberrazioni psicologiche. Necron è un mostro stile frankenstain, fatto di morti per soddisfare la sua padrona scienziata necrofila. E in questo classico del fantaerotismo svuotato di realismo e rilanciato nel mondo dell’ invenzione dalla santa mano del maestro che non brandisce più il pennello ma il pennarello. Una specie di line claire che mantiene la capacità di indagine fisiognomica del mestro ma abbandona i chiaroscuri che ne avevano segnato fino ad ora lo stile. I personaggi sono tutti perfetti, gli sfondi inesistenti come nel miglior manga. Lo spazio così ripulito offre un sipario perfetto per la recitazione di tutti. Dal mostro ai ragni giganti, dalle lesbiche ai cannibali, dagli scienziati pazzi ai dittatori. Undici numeri rivenduti in tutto il mondo civile. E in quello di civiltà diversa, piratato. Ecco allora lo sgomento nella faccia dell’ editore quando, come vi dicevo mi mostra la sceneggiatura rifiutata.
La mia ricerca continua da qui.