Ho trovato un libro

Di Eltofo, 22 Aprile 2001

Ho trovato un libro nella discarica di carta stampata che e’ la mia casa. Anzi, lui mi ha trovato.
Strati di libri e giornalini e riviste coprono le pareti dell’ appartamento dove vivo. Quando devo cercare un libro va a finire che e’ lui a trovare me altrimenti e’ una battaglia persa. Mi aiuta la memoria visiva, il piu’ delle volte. Mi ricordo che la copertina faceva ciao fra un giacimento di riviste e buste risalente a quattro mesi fa. Vado sicuro e lo trovo.
E quando non lo trovo? Ma si, che presuntuoso, mi dico. Ora ricordo! Sotto la pila di libri sul tavolino ai piedi del letto. Neanche li lo trovo. Al terzo tentativo mancato, la memoria accende ricordi sovrapposti. Mi ricordo di avere visto il ricercato fra i libri di fotografia… anzi sotto le lettere del commercialista sul tavolo della cucina… ma cosa dico, in camera di Zoe, sul lettino che lei non usa, e ancora, e ancora.
In questo caso il libro potrebbe anche non essere mai piu’ ritrovato. Cosi’ e’ successo con la biografia di Ed Wood che mi aveva prestato Enrico Sist e con un prezioso libretto di narrativa sul calcio giovanile IL PALLONE DI STOFFA prestatomi invece da Stefano Basso. Loro lo sanno.
Ma questa volta e’ il libro ad avermi trovato. Si intitola POEMA A FUMETTI ed e’ di Dino Buzzati.
E’ un libro anomalo. La parola giusta e’ , penso, unico.
Assomiglia ad un fumetto perche’ il linguaggio e’ quello, e’ disegnato da un pittore che e’ anche un famoso scrittore di prosa, ma e’ un poema.
Insomma non c’e’ ‘genere’ a sostenere questo libro, non un formato editoriale, non un precedente che lo giustifichi, che lo faccia sembrare meno solo fra le altre merci.
E’ il libro ideale per la mia libreria che non rispetta nessuna ‘classificazione’.
E’ una storia, guarda caso, che racconta di un cantante pop (si direbbe oggi), che cerca il suo amore che e’ morto e per trovarlo percorre un viaggio che parte da Milano e arriva dentro… il delirio.
Una forma di psicadelia visiva tiene assieme le immagini e alcune visioni sono simili a quelle che mi regala il mio personale PICCOLO TEATRO ONIRICO ( quello delle visioni ipnagogiche, per capirci ) e che mi serve come materiale di costruzione per il nuovo disco.
( Approposito, settimana buona. IO e Luca abbiamo scavato molto, riso molto . Le nuove canzoni ridono e le mie ginocchia tremano. )
Insomma, il libro mi ha trovato per raccontarmi una cosa del mio gruppo. Penso.
Dei TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI, intendo.
Sembra difficile da definire cio’ che facciamo. Sembra difficile definire il nostro atteggiamento rispetto al mercato. E’ difficile da definire la musica.
Ci hanno provato vari tipi di discografico, in questi anni. Ci hanno provato i giornalisti.
Ma noi siamo un po’ come quel libro.
Ascolti della settimana: Devo, Suicide, Melt, Trashman, Boris Vian, Arbe garbe, Ramones.
(se volete spedire la descrizione delle vostre immagini ipnagogiche fatelo all’indirizzo eltofo@treallegriragazzimorti.it con titolo PICCOLO TEATRO ONIRICO)